TOP TEN TUESDAY FRIDAY: MY FAVOURITE QUOTES

25 gennaio 2013 § 10 commenti

Quando mi hanno parlato di queste top ten (http://brokeandbookish.blogspot.it/p/top-ten-tuesday-other-features.html) mi sono entusiasmata subito: ho pensato che è un gran bel modo per suggerire libri che abbiamo amato, con un indizio del tipo vedo non vedo… insomma, mi sembrava un modo sexy di pubblicizzare letteratura! E poi spulciando tra le varie top ten ho visto lei, ed è stato amore a prima vista! Le citazioni sono il sale delle mie letture.. in ogni libro, anche brutto, c’è sempre almeno una frase significativa che valga la pena di segnarsi… forse non in tutti tutti, ma in qualcuno sì, dai! Io le trovo, le scrivo, le trascrivo e le dissemino ovunque…

Vi regalo dunque le perle più rare, i pezzi ai quali io sono maggiormente affezionata. Non sono tutte di alto lignaggio e nobile provenienza, ma siate sinceri.. non vi sembra che libri che magari snobbavate rivelino improvvisamente un caratterino inaspettato?

In rigoroso ordine casuale, le amo tutte troppo e non sono riuscita a stabilire un grado di affezione!

Chocolat, Joanne Harris

“Naturalmente, non sono fatti miei. Ma in quell’istante ho pensato che se c’era un posto che aveva davvero bisogno di un po’ di magia… Le vecchie abitudini non si perdono mai. E se in passato vi siete occupati di esaudire desideri, l’impulso non vi abbandona mai completamente. E poi il vento, il vento di carnevale soffiava ancora, portando con sé l’odore di fritto, di zucchero filato e di polvere da sparo, l’odore caldo e pungente delle stagioni che cambiano, che fa prudere le mani e battere più forte il cuore… Per una volta, dunque, ci fermiamo. Per una volta. Finché il vento non girerà.”

I cavalli all’ombra della luna, Evita Wolff

 “Va bene, ragazzo. Non ti racconterò frottole. Tu correrai molte gare e darai alla luce puledri straordinari… farai quello per cui sei stato destinato, con più coraggio di prima. Non dimenticare quello che ti ho detto sul Purgatorio. Tu ora sei tra quelli che possono capire. Non dimenticarlo: chi ha superato tante prove difficili è invincibile. Niente può fargli paura, niente può fermarlo.” […] C’era una massima che Eric aveva sempre scrupolosamente seguito: “Fai ciò di cui hai più paura. Trasforma la forza della paura in energia positiva, e crescerai.”

L’eleganza del riccio, Muriel Barbery

Come sempre, mi salva l’incapacità del genere umano di credere a ciò che manda in frantumi gli schemi di abitudini mentali meschine. Una portinaia non legge L’ideologia tedesca e di conseguenza non sarebbe affatto in grado di citare l’undicesima tesi su Feuerbach. Per giunta, una portinaia che legge Marx ha necessariamente mire sovversive ed è venduta ad un diavolo chiamato sindacato. Che possa leggerlo per elevare lo spirito, poi, è un’assurdità che nessun borghese può concepire.

“Mi saluti tanto la sua mamma” borbotto chiudendogli la porta in faccia e sperando che la disfonia delle due frasi venga coperta dalla forza di pregiudizi millenari.

Il trono di spade, George R. R. Martin

“Ti ho offeso?” chiese Tyrion. “Mi dispiace, ma i nani non sono obbligati ad avere tatto. Dopo la pletora d’ imbecilli con mantello con la quale sono stato costretto ad avere a che fare, mi sono guadagnato il diritto di vestire in modo schifoso e di dire qualsiasi cosa fetente mi passi per la testa.” Fece una smorfia. “Tu però sei il bastardo.”

“Lord Eddard Stark è mio padre” ammise Jon rigidamente.

“Si vede.” Tyrion studiò i suoi lineamenti. “In te c’è molto più dell’uomo del Nord di quanto non ce ne sia nei tuoi fratelli.”

“Fratellastri” corresse Jon. Le parole del Folletto gli avevano fatto piacere, ma cercò di non darlo a vedere.

“Allora lascia che ti dia qualche consiglio, bastardo” riprese Tyrion Lannister. “Mai, mai dimenticare chi sei, perché di certo il mondo non lo dimenticherà. Trasforma chi sei nella tua forza, così non potrà mai essere la tua debolezza. Fanne un’armatura, e non potrà mai essere usata contro di te.”

Castelli di rabbia, Alessandro Baricco

Gli erano entrate negli occhi, quelle due immagini, come l’istantanea percezione di una felicità assoluta e incondizionata. Se le sarebbe portate dietro per sempre. Perché è così che ti frega, la vita. Ti piglia quando hai ancora l’anima addormentata e ti semina dentro un’immagine, o un odore, o un suono che poi non te lo togli più.

E quella lì era la felicità. Lo scopri dopo, quand’è troppo tardi. E già sei, per sempre, un esule: a migliaia di chilometri da quell’immagine, da quel suono, da quell’odore.

Alla deriva.

Oceano mare, Alessandro Baricco

Ancora adesso tutti raccontano quel viaggio. Ognuno a modo suo. Tutti senza averlo mai visto. Ma non importa. Non smetteranno mai di raccontarlo. Perché nessuno possa mai dimenticare quanto sarebbe bello se, per ogni mare che ci aspetta, ci fosse un fiume, per noi. E qualcuno – un padre, un amore, qualcuno – capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume – immaginarlo, inventarlo – e sulla sua corrente posarci, con la leggerezza di una sola parola, addio. Questo, davvero, sarebbe meraviglioso. Sarebbe dolce, la vita, qualunque vita. E le cose non farebbero male, ma si avvicinerebbero portate dalla corrente, si potrebbe prima sfiorarle e poi toccarle e solo alla fine farsi toccare. farsi ferire, anche. Morirne. Non importa. Ma tutto sarebbe, finalmente, umano. Basterebbe la fantasia di qualcuno. Lui saprebbe inventarla una strada, qui, in mezzo a questo silenzio, in questa terra che non vuole parlare. Strada clemente, e bella. Una strada di qui al mare.”

Spiriti, Stefano Benni

- Anche stasera al buio – sospirò la vecchia, cercando a tentoni la candela dentro la scatola di latta. L’accese e la mise davanti alla finestra. Poi le venne da ridere. Il cielo era così pieno di stelle che non c’era proprio bisogno di altra luce. Una polvere di astri riempiva il blu sopra il mare, se non c’era energia sulla piccola isola, be’, nell’universo ce n’era anche troppa. Alla luce lunare raggiunse il lavatoio e si mise a pulire lo scorfano per la cena, in mezzo a un’estasi di gatti affamati.

Amleto, William Shakespeare

Re:“Suvvia, Amleto, dov’è Polonio?”

Amleto:“A cena.”

Re:“A cena? Dove?”

Amleto:“Non dove mangia, ma dove viene mangiato. Ha su di sé tutto un parlamento di vermi politici. Il verme è il vero imperatore della dieta. Noi ingrassiamo ogni sorta di bestie per ingrassarci e ci ingrassiamo per i vermi, Un re grasso e un pezzente magro sono due pietanze di uno stesso desco; finisce tutto lì.”

Re:“Ahimè!” Ahimè!”

Amleto:“Un uomo può pescare col verme che ha mangiato un re e mangiare il pesce che s’è nutrito di quel verme.”

Re:” Che vorresti dire’”

Amleto:”Solo questo, che un re può fare un bel viaggio nelle budella d’ un pezzente.”

Re:”Dov’è Polonio?”

Amleto:”In cielo; mandate qualcuno a cercarlo. E se non lo trovano là, cercatelo nell’altro posto voi stesso.”

Nel fuoco, Nicholas Evans

Ricordava un frase che gli aveva detto suo padre: c’è sempre un modo per capire se una cosa che stai per fare è giusta o sbagliata.

-Basta prendere una bilancia e pesare la felicità- gli aveva spiegato. -Se quello che stai per fare procurerà più gioia che tristezza, allora puoi star sicuro che è la cosa giusta.-

Ma quello che Connor avrebbe voluto chiedere a suo padre se fosse stato un po’ più grande era questo: con quale bilancia si misura la felicità? Ognuno, dopotutto, ha una sua idea di cosa lo rende felice. E se tu avessi voluto fare una cosa che avrebbe reso incredibilmente felice una persona e solo leggermente infelici cento altre? Come si faceva a decidere se era giusta o sbagliata?

Spingendo la notte più in là, Mario Calabresi

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“Spesso nella vita si elencano le occasioni perdute, io tengo anche la lista delle occasioni non sprecate.”

Lady Bacillus

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