RECENSIONE #2: "L’IMPERATORE DEL MALE" DI SIDDHARTHA MUKHERJEE

“In un certo senso, questo è un libro di storia militare – dove il nemico è privo di forma, senza tempo e sempre più aggressivo. Questo libro racconta di vittorie e sconfitte, di offensive seguite da altre offensive, di eroismo e superbia, di spirito di sopravvivenza e capacità di recupero- e, inevitabilmente, dei feriti, dei condannati, dei dimenticati, dei morti”

Siddhartha Mukherjee

 
Titolo:L’imperatore del male
Autore: Siddhartha Mukherjee
Edizioni: Neri Pozza Editore
Genere: Saggistica
 
Trama
Utilizzo le parole dell’autore per definire al meglio la trama di quest’opera: “questo libro è una storia del cancro. È la cronaca di una malattia antica (…) che si è trasformata in un’entità letale e multiforme, pervasa di una valenza metaforica, medica, scientifica e politica tanto profonda che il cancro viene spesso descritto come la piaga della nostra epoca. Questo libro è una <> nel senso più letterale del termine – un tentativo di penetrare la mente di questa malattia immortale, di comprenderne la personalità e demistificarne il comportamento.”
Molto chiare sono le parole del Professor Carlo Patriarca che, nella quarta di copertina, scrive: “come in un grande conflitto, ci imbattiamo in pagine epiche, miserie, interessi alimentati da gruppi di pressione, stampa e finanziatori privati. Tenendosi alla larga da toni celebrativi Siddharta Mukerjee narra delle sconfitte e delle vittorie, delle illusioni e delle speranze di questa guerra, e della straordinaria personalità di numerosi medici e scienziati, della loro ostinazione nel credere in una certa via chirurgica o in un certo farmaco, e della loro pervicacia nelle prime battaglie e nei primi screening, contro il fumo, per il pap test e per la mammografia. Fino ad oggi, fino ad offrirci un’idea plastica del rapporto tra genetica e fattori ambientali e del profilo biologico dei tumori”.
 
Recensione personale
Mi sono ritrovata a leggere questo libro quasi per caso. Ammetto che né il titolo né la copertina mi avrebbero mai spinta ad acquistarlo, ma quando una mia collega me ne ha parlato, ho scelto di fidarmi della sua opinione e di comprarlo. Tra l’altro mi sono detta: “Se questo libro ha vinto il Premio Pulitzer per la saggistica, qualcosa d’interessante dovrà pur esserci scritto” e quindi ho iniziato la lettura.
Sono rimasta letteralmente affascinata!
Mentre leggevo, mi sono sentita veramente una viaggiatrice nel tempo che, attraversando vari secoli, ha potuto osservare come si sia evoluto il cancro. Per mezzo delle storie e dei personaggi, ho avuto modo di osservare come si siano sviluppate le varie teorie su questa malattia. Assaporando la fremente eccitazione degli scienziati che si trovarono ad un passo da una grande scoperta, ho vissuto la frustrazione nel riconoscere come, nella cura del cancro, tanti passi siano stati fatti, ma tanti altri si debbano ancora fare.
La scrittura è fluente e scorrevole, nonostante siano affrontati argomenti scientifici a tratti molto complessi. I riferimenti bibliografici e l’imponente lavoro di ricerca effettuato dall’autore fanno di questo testo un’opera completa e ben strutturata. Ho amato in particolar modo la capacità di Mukherjee di esplicitare in maniera chiara e quasi didattica il processo di scoperta dei vari aspetti del cancro e delle diverse terapie; inoltre ho apprezzato la sua scelta di inserire nel testo anche le storie di persone, scienziati, studiosi e pazienti che con le loro esperienze hanno segnato dei punti di svolta in questa guerra contro la malattia.
 
Consigliato: Assolutamente si! È un libro di circa 700 pagine che necessita di una lettura continuativa, altrimenti rischia di non essere compreso. Se deciderete di leggerlo, fatelo quando pensate di avere un po’ di tempo da dedicare alla lettura.


Voto: 9/10 (anche se vorrei dare di più, ma è la mia prima recensione e non voglio sembrare troppo buona!)

Bisu

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3 pensieri su “RECENSIONE #2: "L’IMPERATORE DEL MALE" DI SIDDHARTHA MUKHERJEE

  1. Ciao, volevo chiederti se a livello psicologico è pesante o no da affrontare come libro, visto il tema. Perchè dalla recensione sembra interessante, ma avrei paura dell'effetto tristezza o ansia che può dare un argomento del genere..

  2. Ciao Elisabetta,
    alcune parti, soprattutto quelle in cui l'autore racconta le esperienze dei suoi pazienti possono sembrare un po' emotivamente pesanti ma alla fine della lettura io mi sono sentita fiduciosa e non triste. Questo perchè i progressi che vengono descritti fanno ben sperare anche per il futuro in quanto, visualizzando quali e quanti progressi sono stati fatti in questi secoli, è bello poter pensare che tanti altri verranno realizzati nel futuro.
    Grazie per il commento interessante =)

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