RECENSIONE #12: "MANSFIELD PARK" DI JANE AUSTEN

«Se una delle nostre facoltà può dirsi più meravigliosa delle altre, questa è la memoria, penso. Nei suoi poteri, nelle sue deficienze, nella sua mutabilità sembra esservi qualcosa di più misterioso che in ogni altra attrattiva della nostra mente. La memoria a volte è così tenace, così servizievole, così obbediente, e altre volte così confusa e così debole – e altre volte ancora così tirannica, così incontrollabile!… Siamo certamente un miracolo da tutti i punti di vista, ma la natura della nostra facoltà di ricordare e di dimenticare sembra proprio al di là di ogni comprensione.»

Titolo: Mansfield Park

Autore: Jane Austen

Anno di Pubblicazione: 1814

Traduzione: Laura De Palma

Edizioni: BUR

Genere: Romanzo

Trama

Fanny Price è diversa da tutte le altre eroine di Jane Austen: non ha il senso dell’umorismo di Elizabeth Bennet né la frivolezza di Emma, e nemmeno la consapevolezza di Elinor Dashwood o l’irruenza di sua sorella Marianne. Fanny è tutta buon senso, umiltà, riservatezza e vulnerabilità. È il personaggio più passivo del romanzo, eppure dal punto di vista dell’azione morale, Fanny è la più attiva perché è l’unica che riesce a vedere le cose nella giusta prospettiva fin dal principio.
Nella sua immobilità, è un personaggio chiave, simbolo di quel mondo di pacata quiete e solidi valori che era l’Inghilterra rurale del primo Settecento, contrapposto alla frenesia e dinamicità di una Londra ormai alle soglie della Rivoluzione industriale. Con Fanny, Jane Austen disegna il ritratto di un’eroina positiva non per abbondanza, ma per difetto di qualità mondane: un’eroina che fa dell’immobilità la propria forza, e vince senza fare nulla. (dal sito bur.rcslibri.corriere.it)

Recensione personale

Eccomi giunta a metà della raccolta dei romanzi di Jane Austen!

Come ho già detto, quest’autrice mi piace soprattutto per le eroine femminili che riesce a creare. Ho amato moltissimo le signorine Bennett e le signorine Dashwood (ho un debole per Marianne, nonostante la sua sfacciataggine!). Fanny Price è la protagonista che mi ha coinvolto meno, almeno per il momento. E’ troppo buona, troppo giudiziosa e saggia (forse non mi convince perché è così lontana da me..!).

Resta ai margini della vicenda per tutto il tempo e appare più che altro come confidente di vari personaggi. Alla fine la sua riservatezza e la sua capacità di giudizio riusciranno a farle avere il rispetto e l’affetto di tutti. Resta comunque un personaggio assolutamente passivo e non mi ha entusiasmata molto.

Il libro, tutto sommato, mi è piaciuto. La storia è complicata al punto giusto: non è scontata e si è curiosi di sapere come evolvono gli intrighi tra i personaggi. Il finale non è proprio imprevedibile, ma la trama è piuttosto movimentata: anche se a metà del romanzo si indovina facilmente come finirà la storia è difficile immaginare l’esatto percorso degli eventi.

Consigliato: ni

Voto: 6/10

Lady Bacillus 

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3 pensieri su “RECENSIONE #12: "MANSFIELD PARK" DI JANE AUSTEN

  1. Grazie! E sono pienamente d'accordo: non è il suo capolavoro ma resta valido.. devo finire di leggere la raccolta! Qual'è il tuo preferito?

  2. Leggendo la recensione non credo che questo libro mi prenderebbe molto! Mi ispira di più “Orgoglio e pregiudizio”!

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