RECENSIONE #49 : “APPENNINO DI SANGUE – TRE CASI PER IL MARESCIALLO SANTOVITO” – LIBRO I “MACARONÌ”

Va alla finestra, la spalanca di nuovo, respira l’aria fresca e guarda le cime dei monti scure contro il cielo.

– Un altro mondo- borbotta.

È sempre più convinto di avere poco in comune con i luoghi e la gente di qui e che non ci sia nulla da fare per cambiare le cose: non arriverà mai neppure a cominciare a capirli.

I luoghi e la gente.

Fra quei monti e dentro quei boschi che non lasciano passare lo sguardo, si nascondono il passato, il presente, il futuro e i misteri che sfuggono giorno dopo giorno, fino a quando il tempo non li avrà cancellati e nessuno ne conserverà più memoria.

 

http://www.francescoguccini.net/
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Titolo   Macaronì – Romanzo di santi e delinquenti
Titolo originale   Macaronì
Autore   Francesco Guccini – Loriano Macchiavelli
Edizioni   Bestsellers Oscar Mondadori
Traduzione   /
Anno   1997
Genere   Giallo
Pagine   253

Trama

1884. La miseria spinge a emigrare, spinge ad accettare lavori durissimi. Che induriscono anche il cuore.
1938. Si campa appena, ma non si parte più. Anzi qualcuno ritorna. Nel cuore selvaggio dell’Appennino tosco-emiliano, tra povere case e tavoli d’osteria, il passato si ricongiunge al presente. E i ricordi di remote atrocità diventano il movente di una catena di delitti. Una violenza che sconvolge la vita del paese. Un enigma per il maresciallo dei carabinieri, costretto affare troppe domande prima di ottenere l’unica risposta che vale.
Un eclettico cantautore e un affermato giallista, insieme, per questo romanzo poliziesco carico d’atmosfere e di tradizioni.  (www.inmondadori.it)

Recensione personale

Un altro „noir appenninico“, direttamente dalle due penne incrociate dei miei amatissimi Guccini & Macchiavelli. Altra storia di montagna, vista però con gli occhi del campano Benedetto Santovito.

Uomo del sud, e del mare, Santovito si rassegna brontolando a vivere in un paese di cui non ama e non capisce la gente, le tradizioni e men che meno il meteo.

Ma a distoglierlo da questi pensieri (o forse ad acuirli??) ci pensano una serie di strani incidenti, che macchiano di rosso la neve che nasconde il paese, e tanto altro.

Un romanzo come questo è un giallo, ma di qualità. Fruibile a diversi livelli, racconta contemporaneamente più storie. La storia di Santovito e die suoi compagni di carte, certo. La storia della gente di montagna, di come viveva la gente di montagna in quell’ormai lontano 1938 che già non lasciava presagire nulla di buono.

Ma questa storia principale affonda le radici, e i suoi perché, in una storia più antica ancora, che racconta invece la vita negli anni di fine Ottocento, la storia di come in Italia non si riusciva a vivere e si era costretti ad emigrare..

Macchiavelli e Guccini raccontano con maestria dal sapore die tempi andati tante storie intrecciate in una, e dalle pagine arriva un monito: attenzione a dimenticare le proprie radici e le storie passate, perché la realtà e i fatti di oggi prendono forma da un passato che sembra remoto, e forse invece così remoto non è…

Voto: 7/10

Lady Bacillus

PS. Vi ricordo che il nostro contest di Halloween è ancora aperto, partecipate se non lo avete ancora fatto, avete tempo fino al 30 ottobre alle ore 12!

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