FILM #12: “IN TRANCE” DI DANNY BOYLE

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Ciao a tutte, oggi vi parlo di questo film che mi ha lasciata letteralmente “in trance”.

Titolo In trance
Titolo originale Trance
Produzione Danny Boyle, Christian Colson
Regia Danny Boyle
Sceneggiatura Joe Ahearne, John Hodge
Cast James McAvoy, Rosario Dawson, Vincent Cassel, Danny Sapani, Matt Cross,Wahab Sheikh, Mark Poltimore, Tuppence Middleton, Simon Kunz, Spencer Wilding
Distribuzione 20th Century Fox
Genere Drammatico, Thriller
Anno 2013

Trama

Dal sito di mymovies: “Simon, che lavora in una prestigiosa casa d’aste, si unisce a una banda criminale per trafugare un capolavoro di Goya. Durante il furto, però, viene colpito duramente alla testa e il trauma gli impedisce di ricordare dove ha nascosto il preziosissimo bottino. Poiché nemmeno le torture fisiche sortiscono alcun effetto, il capo della banda, Franck, decide di provare con l’ipnosi. Con l’aiuto di un’ ipnoterapeuta cercheranno di far tornare la memoria a Simon attraverso l’ipnosi. Quindi lui sceglie di farsi curare dall’affascinante dottoressa Elisabeth Lamb ma, più la donna si addentra nella mente dell’uomo più il mistero, anziché dipanarsi, s’infittisce.”

Recensione personale

Non amo l’attore Vincent Cassel così come non amo i film drammatici; è stata la trama ad incuriosirmi, il fascino per gli effetti che può avere l’ipnosi sulla mente delle persone e ciò che può spingerle a fare.

Ad un certo punto del film, sceneggiato benissimo, mi sono sentita molto coinvolta dalla storia, quasi un “io” sono la protagonista.

Non mi ha colpito la trama in sé per sé, bensì il gioco continuo e rivoluzionario di scene in cui il protagonista (Simon) da personaggio “normale” in cui distingue perfettamente la realtà, deciso e determinato, arriva a mettere in dubbio i propri sentimenti, ad amplificare le sue angosce, precipitando in un mondo in cui non riesce più a distinguere i buoni dai cattivi; il tutto è condito da una buona dose di suspense e di ambientazioni.

Mi è piaciuto perché, in un unico film, viene affrontato un mix di temi: bande che organizzano colpi in modo accurato (Simon che ruba il quadro), la tensione sessuale, l’intrigo psicologico e i giochi di potere.

Non ho apprezzato molto la scena di tortura, anche perché avevo appena finito di cenare…

Escludendo le scene di eccessiva violenza e la presenza di Vincent Cassel, credo che questo film sia riuscito molto bene.

Se vi capiterà sotto mano, preparatevi psicologicamente ad essere immersi in questa storia.

Alla prossima

Vedochiaro

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