RECENSIONE #57: “IL GIOCO DI RIPPER” DI ISABEL ALLENDE

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Titolo Il gioco di Ripper
Titolo originale Ripper
Autore Isabel Allende
Edizioni Feltrinelli
Traduzione Liverani E.
Anno 2013
Genere Giallo
Pagine 462

Trama

Le donne della famiglia Jackson, Indiana e Amanda, madre e figlia, sono molto legate pur essendo diverse come il giorno e la notte. Indiana, che esercita come medico olistico, è una donna libera e fiera della propria vita bohémienne. Sposata e poi separatasi molto giovane dal padre di Amanda, è riluttante a lasciarsi coinvolgere sentimentalmente, che sia con Alan, ricco erede di una delle famiglie dell’élite di San Francisco, o con Ryan, enigmatico e affascinante ex navy seal dell’esercito americano, ferito durante una delle sue ultime missioni. Mentre la madre vede soprattutto il buono nelle persone, Amanda, come suo padre, capo ispettore della sezione omicidi della polizia di San Francisco, è affascinata dal lato oscuro della natura umana. Brillante e introversa, appassionata lettrice, dotata di un eccezionale talento per le indagini criminali, si diletta a giocare a Ripper, un gioco online ispirato a Jack the Ripper, Jack lo squartatore, in cui bisogna risolvere casi misteriosi. Quando la città è attraversata da una serie di strani omicidi, Amanda si butta a capofitto nelle indagini, scoprendo, prima che lo faccia la polizia, che i delitti potrebbero essere connessi fra loro. Ma il caso diventa fin troppo personale quando sparisce Indiana. La scomparsa della madre è collegata al serial killer? Ora, con la madre in pericolo, la giovane detective si ritrova ad affrontare il giallo più complesso che le sia mai capitato, prima che sia troppo tardi. (http://www.ibs.it/code/9788807030727/allende-isabel/gioco-ripper.html)

Recensione personale

Prima di iniziare a parlare di questo libro in particolare, devo dirvi che non ho mai letto nient’altro della Allende, un po’ perché non mi ha mai attirata particolarmente, un po’ perché non sono un’appassionata degli scrittori latini.

Faccio questa premessa, perché credo che questo libro susciti opinioni differenti in base a quanto il lettore sia legato o meno alla scrittrice. Io non lo sono.

Passiamo al libro: se non sapessi chi è Isabel Allende, penserei che questo sia il primo libro di uno scrittore emergente, che deve ancora imparare molto.

Apprezzo il fatto che la scrittrice abbia provato ad avvicinarsi ad un genere nuovo, però trovo che non sia riuscita a entrare nello spirito giusto.

La scrittura è più scorrevole di quello che credevo, lo stile sembra quello anglosassone; non l’ho trovato particolarmente lento o trascinato, però il fatto che ci abbia messo un mese a finire di leggerlo, quando solitamente divoro i gialli in pochi giorni, è il segnale che non mi ha appassionata.

Il giallo di per sé inizia probabilmente dopo 300 pagine: tre quarti del libro sembrano un normale romanzo d’amore, con qualche omicidio qua e là, ma senza la minima tensione che solitamente creano i libri di questo genere.

La trama non è terribile però, per una fanatica di gialli/thriller quale sono io, abituata a leggere scrittori davvero capaci di creare tensione e pathos, temo che questo libro non sia veramente all’altezza.

Trovo che ci siano troppi buchi nella storia: è assolutamente improbabile che la polizia non arrivi a conclusioni piuttosto banali e che lo faccia un gruppo di ragazzini che si ritrovano a chiacchierare tra loro degli omicidi.

Anche le ultime pagine, in cui si ha finalmente una svolta, le ho lette senza grande entusiasmo: volevo sapere chi fosse l’assassino ma, oltre ad averlo capito abbastanza velocemente, ho trovato molto forzata la storia costruita su questo personaggio.

Se devo fare dei confronti (e sono molto discutibili, se non siete d’accordo vi prego di dirmelo, mi piace il dialogo su questi argomenti!) trovo molto più accattivante e articolato “Io uccido” di Faletti, che era al suo primo romanzo, che questo libro di una scrittrice d’annata.

Non voglio bocciarlo categoricamente (devo dire che ho letto molto di peggio), però non me la sento neanche di elogiarlo.

E’ un libro che non entusiasma, ma che si può leggere.

Faccio solo un complimento a chi ha scelto l’immagine per la copertina, perché mi piace moltissimo (ma non influenza la storia purtroppo!).

Non regalatelo ad un appassionato del genere giallo; in quel caso scegliete un libro di Fred Vargas! 🙂

Voto: 6- / 10

Boo

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