RECENSIONE #59: “L’ULTIMO GIURATO” DI JOHN GRISHAM

Nei casi penali, l’accusa ricusava sistematicamente i neri nella convinzione che avrebbero parteggiato per l’imputato. Nei casi civili, la difesa li rifiutava per il timore che fossero troppo prodighi con i soldi altrui.

cover

Titolo L’ultimo giurato
Titolo originale The Last Juror
Autore John Grisham
Edizioni Arnoldo Mondadori Editore
Traduzione Tullio Dobner
Anno 2004
Genere Romanzo
Pagine 437

Trama

Nel 1970, uno dei settimanali più vivaci dello Stato del Mississipi, “The Ford County Times”, fallisce. Ad acquistare la testata, con grande stupore di molti, è Willie Traynor, un ragazzo di ventitré anni che non ha neanche terminato gli studi al college. Il giornale sembra spacciato, fino a quando una giovane madre viene brutalmente uccisa da un membro dell’influente famiglia Padgitt. Willie riporta tutti i particolari raccapriccianti della vicenda e il giornale aumenta le vendite, mentre Danny Padgitt, l’assassino, viene condannato. A nove anni di distanza, Danny esce di prigione deciso a vendicarsi…

(http://www.ibs.it/code/9788804550228/grisham-john/ultimo-giurato.html)

Recensione personale

È possibile non essere d’accordo con il tono di una trama? Avere la sensazione che non dia l’impressione giusta sul tipo di storia che si andrà a leggere?

Beh, possibile o no, è quello che provo io leggendo il riassunto di questo libro (ho citato ibs ma in molti siti si trova la stessa): l’impressione che dà è che la storia sia un cupo romanzo intriso di vendette e violenza, mentre trovo che il libro sia un interessante racconto che parte da un episodio negativo che fa da filo conduttore a tutta la storia.

Questo romanzo racconta la vita quotidiana di alcuni abitanti di una piccola cittadina del sud degli Stati Uniti, legando le loro storie a quella dell’omicidio più efferato avvenuto a Clanton: un posto tranquillo e senza tanti problemi che viene scosso da un atto di cronaca nera, ma anche dal progredire della società negli anni ’70; le droghe, la guerra del Vietnam, i politici corrotti, l’integrazione razziale e i centri commerciali minano il tranquillo navigare dei cittadini di Clanton tanto quanto il tremendo omicidio.

Quello che amo maggiormente del libro è la capacità di Grisham di raccontare un’intera società a partire dalle reazioni che la stessa ha davanti ad un atto brutale e violento: ogni personaggio è unico e con una propria morale, buona o cattiva che sia.

Non credo di poter definire questo libro un giallo, perché trovo che sia più un romanzo sul Mississippi negli anni 70, appassionante e che non annoia, nonostante contenga molta meno suspense dei gialli più celebri di Grisham. Come per tutti i libri che ho letto di questo autore, anche in questo caso la scrittura è rapida e scorrevole!

È un romanzo adatto a moltissimi lettori e che consiglierò sicuramente a chi cerca una buona lettura!

Voto: 8 / 10

Boo

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6 pensieri su “RECENSIONE #59: “L’ULTIMO GIURATO” DI JOHN GRISHAM

  1. Io lke quarte di copertine ormai non le leggo più, o raccontano qualcosa che non c’entra nulla col romanzo, oppure ti dicono tutto proprio tutto, pure il finale! E penso che le trame su internet siano prese da lì.
    Comunque, bella recensione, mi hai incuriosito molto, specie per la citazione all’inizio, che ha proprio catturato la mia attenzione!

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