RECENSIONE: IL CASTELLO DEI DESTINI INCROCIATI DI ITALO CALVINO

Citazione

“E tutte quelle coppe non sono altro che calamai prosciugati aspettando che nel buio dell’inchiostro vengano a galla i demoni le potenze infere i babau gli inni alla notte i fiori del male i cuori della tenebra, oppure vi plani l’angelo melanconico che distilla gli umori dell’anima e travasa stati di grazia e epifanie“

icddi

 

Titolo Il castello dei destini incrociati
Titolo originale Il castello dei destini incrociati
Autore Italo Calvino
Edizioni Mondadori
Traduzione
Anno 1973
Genere romanzo
Pagine 112

 

Trama

Due testi, Il castello dei destini incrociati e La taverna dei destini incrociati. Due gruppi di viaggiatori che si smarriscono in un bosco e trovano riparo in un castello/taverna. Cosa li accomuna? L’avere perso l’uso della parola e potere raccontare la propria storia solo attraverso un mazzo di tarocchi.  Uno straordinario intreccio di storie, eventi, luoghi molto diversi tra di loro, legati alle carte posate sul tavolo che ogni ascoltatore può interpretare a suo modo.

Il testo narrativo è accompagnato, quasi ad ogni pagina, da riproduzioni di carte dei tarocchi, in varie combinazioni, dalle quali lo scrittore fa scaturirei i racconti.

Sono storie per lo più drammatiche vissute da personaggi che di volta in volta assumono la fisionomia dei tarocchi stessi.

 

Recensione personale

So che sto per parlarvi di un classico che ormai ha compiuto più di 40 anni, un libro che forse ha fatto parte della vostra formazione scolastica come della mia, ma credo che ogni tanto valga la pena sottrarre agli scaffali impolverati alcune opere…

Il castello dei destini incrociati è uno dei romanzi più famosi di Italo Calvino, grande eccellenza della letteratura italiana. La scelta di Calvino è quello di utilizzare i tarocchi per raccontarci le storie dei vari personaggi e mostrare ai suoi lettori le possibilità combinatorie della letteratura: così come le storie, fondate sul gioco delle carte, possono moltiplicarsi all’infinito, allo stesso modo le narrazioni dei romanzi non sono altro che combinazioni, ogni volta diverse, di materiali ricorrenti. In questo modo l’autore riesce a creare uno straordinario intreccio di storie, personaggi, eventi e lo fa utilizzando le carte di due famosi mazzi di tarocchi: Il mazzo visconteo di Bergamo e New-York e l’Ancien Tarot de Marseille. La scelta dell’autore di affiancare al testo i disegni delle carte originali è davvero importante, perché aiuta i lettori a visualizzare i tarocchi originali e comprendere meglio i racconti.

Nelle storie narrate si ritrovano vicende note, tratte dalla letteratura classica e moderna: Parsifal, Edipo, Re Lear, Macbeth, Amleto, Orlando, Astolfo e molti altri eroi letterari.

Io ho amato in particolare le vicende di Orlando e di Astolfo: è una vera celebrazione di Ariosto, poeta prediletto dell’autore e anche della sottoscritta.

L’altro autore celebrato nel romanzo è Shakespeare, i cui personaggi diventano i protagonisti di innumerevoli racconti. Naturalmente molte storie sono legate tra di loro, ci sono parallelismi che solo un attento lettore può cogliere.

Se non avete mai letto questo romanzo vi consiglio di farlo e se lo avete già letto di rispolverarlo. Dopotutto, come scriveva lo stesso autore: “I classici sono quei libri di cui si sente dire di solito:

«Sto rileggendo…» e mai «Sto leggendo…».

Voto: 8/10

 

Miss Piggy

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