RECENSIONE: “IL CAVALIERE INESISTENTE” DI ITALO CALVINO

“Corre e s’innamora il giovane, insicuro di sé, felice e disperato, e per lui la donna è quella che certamente c’è, e lei sola può dargli quella prova. Ma la donna anche lei c’è e non c’è: eccola di fronte a lui, trepidante anch’essa, insicura, come fa il giovane a non capirlo? Cosa importa chi tra i due è il forte e chi il debole? Sono pari. Ma il giovane non lo sa perché non vuole saperlo: quella di cui ha fame è la donna che c’è, la donna certa. Lei invece sa più cose; o meno; comunque sa cose diverse; ora è un diverso modo d’essere che cerca.”

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Titolo Il cavaliere inesistente
Titolo originale Il cavaliere inesistente
Autore Italo Calvino
Edizioni Mondadori
Traduzione
Anno 1959
Genere romanzo

Trama

La storia si apre sotto le mura di Parigi. Carlo Magno sta passando in rassegna le sue truppe quando gli si presenta al cospetto Agilulfo, un cavaliere del suo esercito, dall’armatura scintillante, prode, valoroso, ma con un piccolo difetto: Agilulfo non esiste. Di lui è rimasta solo l’armatura vuota che continua a combattere valorosamente. Durante l’assedio di Parigi il valore ed il titolo di cavaliere di Agilulfo vengono messi in dubbio dal giovane Torrismondo, un altro cavaliere dell’imperatore, costringendolo a cercare Sofronia, una fanciulla salvata da lui anni prima da un tentativo di stupro. Agilulfo parte per il suo viaggio, affrontando molte avventure, accompagnato dal fedele scudiero Gurdulù, inseguito dalla guerriera Bradamante, innamorata di lui, e dal giovane Rambaldo …

Recensione personale

Continuano le recensioni dedicate a Italo Calvino… non so voi, ma io adoro questo scrittore! Mi sono innamorata di lui a 12 anni, dopo avere letto il suo romanzo” Il sentiero dei nidi di ragno” e da allora la mia passione per questo autore è cresciuta nel tempo.

Questo romanzo fa parte della trilogia “I nostri antenati” insieme al “Barone rampante” e al “Visconte dimezzato”. Calvino costruisce un mondo fiabesco che gli permette di riflettere sull’esistenza umana, sull’uomo e sulla sua identità.

Agilulfo è un personaggio davvero incredibile: egli è il più perfetto fra i cavalieri, rispettoso, coraggioso, audace, eppure non esiste. Egli è una corazza vuota, priva di un’identità precisa. Come ha scritto lo stesso Calvino, Agilulfo rappresenta l’uomo di oggi, la sua “alienazione” e allo stesso tempo la sua lotta per la conquista del suo ESSERE.

Chi di noi, oggi, è sicuro di sé, libero dall’influsso delle mode e dei valori dominanti? Chi possiede una matura consapevolezza di se stesso?

Amo il personaggio di Agilulfo perché egli ci insegna, attraverso le sua avventure/disavventure che tutti noi possiamo maturare, che dobbiamo lottare contro i modelli che ci vengono proposti per comprendere la nostra natura e diventare persone davvero complete.

Non solo Agilulfo, ma tutti i personaggi del racconto hanno qualcosa da dire e sono definiti in modo chiaro e preciso.

La scrittura è scorrevole, ricca di un lessico forbito che richiama al mondo medievale nel quale la storia è inserita.

Se non avete ancora avuto modo di leggere questo romanzo vi invito a farlo! Non ve ne pentirete, ne sono sicura!

Voto: 8,5/10

Miss Piggy

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